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Cenni storici

Presentazione, cenni storici e peculiarità monumentali del Comune di Nomi

Reperti dell'Età del Bronzo, del Ferro, della Romanità qualificano Nomi come un insediamento antichissimo, posto alle pendici del Monte Corona (mt 865), in destra Adige.

La prima testimonianza scritta di epoca altomedievale (''de Nomio'', XII sec.) è poi seguita da copiosa documentazione, che testimonia il dominio dei Castelbarco (fino al 1499).

Nel 1487 il Castello di Nomi fu bruciato e raso al suolo dai Veneziani. Poi, tra regalìe, conquiste, eredità e vendite, il dominio passò ai Busio Castelletti (milanesi di antico lignaggio) che conservarono la signoria fino al 1646. Il nobile Pietro Busio, in uno degli episodi più famosi e cruenti della Guerra Rustica, fu arso vivo nell'incendio della torretta rotonda della sua residenza (tuttora esistente) il 3 luglio 1525. Fu poi la volta dei Baroni Fedrigazzi, (originari di Arco, resi nobili per meriti ''commerciali'') e poi (per matrimonio con l'ultima erede) dei Baroni Moll, ai primi dell'800.

Nomi fece anche parte, dal 1500 al 1800 ca., del cosiddetto ''Comun Comunale'', associazione amministrativa tra diversi paesi confinanti, sorta di Comunità di Valle ante litteram.

La prima metà del XX sec., con le due Guerre Mondiali, vide anche a Nomi lutti e disastri, come pure eroismi e Resistenza.

Approfondimenti tematici:

Nomi al tempo della Prima Guerra Mondiale

  • Documenti relativi alla guerra 1915-1918 dell'archivio comunale di Nomi (non parrocchiale) a cura di Vittorio Lorenzi

Centenario del voto alla Madonna della Consolazione di Nomi

  • Documento a cura di Riccarda Malesardi Vinotti

Pagina pubblicata Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Martedì, 09 Gennaio 2018

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